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Casa de Campo


La Romana, Dominican Republic (2006 - 2007)

During the planning of this prestigious private villa, Simone Paoletti showed the architecture’s concept of imitation of the nature throughout his use of materials, colours and shapes.
The building recalls a shell in harmony with the landscape. The bamboo structures and the straw covering are inspired by the local building tradition.
The big wing of the roof covers the living area, creating a sensation of peace while the sleeping area is hosted in the part of the long arm of the building overlooking the sea, becoming a connection between the water and the earth.
The building which was badly damaged by fire during the final stages of construction has been the object of a structural redesign by Studio Iorio.
The original spatial grid structure, partially irreparably damaged, was the object of a new structural concept, which although it completely changed the roofing structure, was able to united the existing remaining structure with steel sections available locally. This avoiding the need to send a new roofing system from Europe.


Nel disegnare questa prestigiosa villa privata, Simone Paoletti ha mostrato una concezione dell’architettura come imitazione della natura, nelle sue componenti materiali, cromatiche e di forma.
La costruzione ricorda, infatti, un guscio che si espande con armonia nel paesaggio, grazie anche alla struttura in bambù e al rivestimento di paglia che s’ispira alla tradizione costruttiva locale.
La grande ala del tetto ombreggia la zona giorno, creando una sensazione di tranquillità, mentre la zona notte è alloggiata nel lungo braccio che si diparte dal corpo principale verso il mare, divenendo un elemento di connessione tra questo e la terra.
La struttura, gravemente danneggiata da un incendio durante le fasi conclusive del cantiere, è stata oggetto di un intervento di riprogettazione strutturale da parte dello Studio Iorio.
La struttura reticolare spaziale originale, per metà irrimediabilmente compromessa, è stata oggetto di un nuovo concept strutturale che, pur cambiando l’intero comportamento strutturale della copertura, ha saputo unire gli elementi ancora integri con profili disponibili in loco. Questo ha permesso di evitare l’invio dall’Europa di un nuovo sistema di copertura.